Linee di indirizzo per i soggetti “contatto stretto” di Covid positivo che devono essere sottoposti a vaccinazione

LINEE D’INDIRIZZO PER I SOGGETTI CONTATTO STRETTO DI COVID POSITIVO CHE DEVONO ESSERE SOTTOPOSTI A VACCINAZIONE

Se una persona viene in contatto stretto con un caso positivo per SARS-CoV-2, questa deve essere considerata a rischio di contagio anche se ha ricevuto la prima dose di vaccinazione anti SARS-CoV2.

Vaccino Comirnaty (Pfizer BioNTech) o Moderna
Per coloro che hanno ricevuto come prima dose il vaccino Comirnaty (Pfizer BioNTech) o Moderna la somministrazione della seconda dose può essere posticipata fino ad un massimo di 42 gg dalla prima somministrazione. Qualora si superasse tale periodo di 42 gg (cioè se la seconda dose fosse stata somministrata per errore o necessità oltre i 42 giorni) non è comunque necessario effettuare un altro ciclo vaccinale.

Vaccino AstraZeneca
Per coloro che hanno ricevuto come prima dose il vaccino AstraZeneca la somministrazione della seconda dose può essere posticipata fino a 12 settimane dalla prima somministrazione.

Il vaccino anti SARS-CoV-2 non va somministrato a soggetti con infezione in atto.

Nel caso in cui il paziente, non ancora vaccinato, sia guarito dal Covid-19, è possibile considerare la somministrazione di un’unica dose di vaccino anti- SARS CoV 2 dopo tre mesi dall’infezione (decorsa in maniera sintomatica o asintomatica) e comunque, preferibilmente, non oltre i 6 mesi dalla stessa.

Fanno eccezione i soggetti che presentino condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici, i quali, pur con pregressa infezione da SARS-CoV-2, devono essere vaccinati quanto prima e con un ciclo vaccinale di due dosi.

Le persone contatto stretto di Covid-19 che non hanno ricevuto dosi di vaccino potranno ricevere la vaccinazione al termine dell’isolamento e dopo l’esecuzione di un test molecolare o antigenico negativo.

 

Aggiornamento 1° aprile 2021