Gli occhi dell’arte
Le evidenze scientifiche dimostrano come sia importante l’umanizzazione degli ambienti sanitari per migliorare la qualità della cura, soprattutto nella componente della qualità percepita dall’utente, oltre che per incrementare la compliance dei pazienti alle cure e per raggiungere migliori outcome di salute.
Presso il PO Oftalmico della ASL Città di Torino nel 2026 si è sperimentato un modello innovativo di umanizzazione, multipartnership e multisensoriale
Il 19 settembre 2026 è stata organizzata in contemporanea l’inaugurazione dell’installazione con il concerto MITO, nei locali del PO, abbelliti dal verde del progetto di riallestimento botanico a cura di UniTo.
Si è sperimentato UN PERCORSO TRA BELLEZZA, EMOZIONE E CURA: l’occhio costituisce uno dei simboli più significativi della cultura visiva e della rappresentazione artistica. Attraverso lo sguardo l’essere umano percepisce il mondo, costruisce relazioni, comunica emozioni e definisce la propria identità.
In un ospedale oftalmico, luogo dedicato alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura della funzione visiva, l’arte può contribuire a qualificare gli spazi di attesa, trasformandoli in ambienti accoglienti e culturalmente significativi, capaci di favorire riflessione, benessere e conoscenza. Gli occhi dell’arte propone un percorso iconografico dedicato al tema dello sguardo attraverso una selezione di opere che documentano la ricchezza e la varietà delle sue interpretazioni.
Dagli sguardi intensi di Guido Reni agli occhi enigmatici di Amedeo Modigliani, dalle sperimentazioni formali di Pablo Picasso alle visioni concettuali di René Magritte, il progetto invita il visitatore a esplorare il valore simbolico, espressivo e percettivo dell’occhio, mettendo in relazione il patrimonio artistico con il contesto clinico e la missione dell’ospedale.
L’installazione definisce e caratterizza lo spazio della sala d’attesa e il relativo perimetro esterno, instaurando un dialogo diretto con l’aula museo collocata di fronte e contribuendo alla costruzione di un sistema espositivo unitario, riconoscibile e integrato all’interno della
struttura
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle strategie di umanizzazione degli spazi di cura, riconoscendo il ruolo dell’arte quale strumento di benessere e mediazione culturale. La letteratura scientifica evidenzia come ambienti progettati con attenzione, arricchiti da contenuti artistici e culturali, possano contribuire a ridurre lo stress, migliorare il benessere percepito e rendere più positiva l’esperienza di pazienti, familiari e professionisti sanitari.
Una piccola suggestione per concludere:
Ospedale Oftalmico, occhi belli da ammirare, occhi belli da amare
Iniziativa presentata dalla dott.ssa Arianna Vitale, Direttore Sanitario dell’Ospedale Oftalmico, al 51° Congresso ANMDO in cui siete presenti come autori.




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