Ci sono anch’io
L’agenda 2030 (OSM3) delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile include, nell’Obiettivo 5, quello di “Raggiungere l’uguaglianza di genere e l’autodeterminazione di tutte le donne e ragazze” e, nello specifico, al punto 5.2, di ‘Eliminare ogni forma di violenza nei confronti di donne e bambine, sia nella sfera privata che in quella pubblica, (…)’.
Eppure la violenza appartiene ad entrambi i sessi.
L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), pur rimarcando l’impegno nella lotta contro la violenza sulle donne, quando definisce la violenza domestica, amplia lo sguardo indicando ogni forma di abuso e di comportamenti coercitivi esercitati per controllare emotivamente una persona che fa parte del nucleo
familiare, senza distinzione di genere.
Nella definizione di violenza domestica, infatti, sono comprese tutte le azioni e i comportamenti che mirano ad affermare il potere e il controllo sull’altra persona, sul suo agire e sul suo pensare, comprendendo i maltrattamenti verbali, emotivi, psicologici, finanziari e sessuali.
Occorre, quindi, superare lo stereotipo e riconoscere la corresponsabilità nella coppia, la complessità del circolo della violenza riconoscendo – nel disvalore di comportamenti che mirano a ferire, sopraffare o danneggiare l’altro in modo distruttivo – la matrice della violenza a prescindere dal genere, dall’orientamento sessuale e dall’età.
COS’È IL PROGETTO “Ci sono anch’io”
Il progetto “Ci sono anch’io” ha l’obiettivo di realizzare uno Spazio di ascolto psicologico dedicato agli uomini e nasce dalla consapevolezza che il maltrattamento può essere agito e subito sia dagli uomini sia dalle donne.
Questa considerazione non toglie nulla al rispetto e alla gestione dei maltrattamenti nei confronti delle donne ma allarga trasversalmente il campo verso fenomeni ed esperienze vissute da quella parte di uomini che per vergogna o senso di sconfitta o per la sensazione di perdita di virilità restano sommersi.
Il fattore culturale da sradicare è ben chiaro: le norme e gli stereotipi di genere estremamente rigidi ostacolano la possibilità per gli uomini di esprimere la propria sofferenza e il proprio disagio legato all’essere vittime di abusi domestici.
Si tratta di percorso cruciale per individuare gli elementi prodromici che possono aumentare la possibilità che gli uomini mettano in atto comportamenti violenti nei confronti dei partner.
Lo Spazio di ascolto psicologico dedicato agli uomini, è la risposta a quelle situazioni di degrado affettivo, quando le offese e le umiliazioni tra i partner e i familiari soppiantano la comprensione; quando le minacce e il ricatto di possibili azioni future da parte dell’altro/a, vincono sul supporto e la complicità tipici di una coppia.
Lavorare per intercettare e dar voce agli uomini che vivono situazioni emotive stressanti o che subiscono maltrattamenti debilitanti significa svolgere un’azione preventiva su possibili reazioni esplosive future dagli esiti nefasti; creare uno spazio di ascolto risponde al bisogno degli uomini di esprimere il proprio disagio ed elaborare i vissuti dolorosi intercettando anche quelle situazioni di rischio e di vulnerabilità che possono sfociare nella messa in atto di comportamenti violenti nei confronti delle donne.
A CHI È RIVOLTO
Lo spazio di ascolto “Ci sono anch’io” è rivolto a gli uomini di tutte le età:
1. che vivono situazioni di stress, sovraccarico emotivo, o ripetute sensazioni di impotenza o fallimento, insulti e offese nell’ambito delle relazioni familiari o di coppia
2. vittime di violenza domestica, fisica o psicologica, che non hanno mai trovato uno spazio per parlare di ciò che vivono
3. che percepiscono di essere in una relazione conflittuale e temono l’escalation del conflitto
4. che temono di perdere il controllo, che riconoscono in sé irritabilità crescente, gelosia, impulsività, difficoltà nella gestione della rabbia o delle frustrazioni.
Il progetto non assume una postura giudicante né correttiva: nasce come spazio di prevenzione e ascolto, riconoscimento precoce e regolazione del rischio e, pertanto, è rivolto a situazioni di malessere che non siano già in una cornice giudiziaria.



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